"Una fotografia introspettiva e surreale, ossessionata dal tempo. Legata al mondo sospeso tra il visibile e l'invisibile".
Per visionare le serie complete e/o per info su stampe, contattare: lamarea82@gmail.com.

mercoledì 17 aprile 2019

An ancient marriage

Il tempo, soprattutto. Quello che - vissuto - rimane in qualche modo imprigionato negli oggetti che ne hanno fatto parte. Un lui e una lei. Un antico matrimonio di cui oggi rimangono oggetti come muti testimoni. L'abito della sposa, le scarpe dello sposo, i pettini di lei, l'orologio di lui, ecc. E i loro vizi, il loro lavoro, la vita in comune e quella quotidiana. Quanto raccontano, questi oggetti, della vita che deve essere stata! Ma siamo sicuri siano soltanto oggetti? In un tempo ipoteticamente circolare sono stati usati, "abitati" dai loro possessori e sempre lo rimarranno. Quel che è stato, anche se non è più, è esistito e pronto a tornare. Prodotto dall'immaginazione oppure risvegliato da un pensiero che è soltanto la scintilla che permette ai fantasmi di un tempo di animare nuovamente i propri oggetti. Vivi di vita.



Dentro l'abito - Paola Tornambè



Lo porta al polso - Paola Tornambè



La sua bellezza - Paola Tornambè



Lavoro di stiro - Paola Tornambè





martedì 26 marzo 2019

Soprasotto

Un omaggio al più visionario dei libri classici, che nel tempo ha ispirato artisti di ogni genere, attratti dal mondo surreale e contraddittorio di Lewis Carroll, in cui ogni regola è fatta appositamente per essere sovvertita.
Racconto onirico per eccellenza, giocato su sfumature in divenire, su confini non demarcati, su astrazioni leggere come un fumo, su elementi che compaiono e scompaiono perché qui nulla è certo e tutto è mutabile.
“Soprasotto” è un luogo. Un rovesciamento. Ma anche un tempo e un modo di essere.
E’ un mondo tratteggiato da ossessioni che assomigliano a quelle del mondo contemporaneo, dove il sogno spesso si fonde con la realtà o forse è reale quanto essa. Dove le apparenze ingannano, crescere è difficile e la curiosità della scoperta necessariamente deve misurarsi con i vizi di una società malata. Qui occorre trovare un impossibile equilibrio tra identità e diversità, tra ragione e follia. Fare i conti con la brama di potere, le illusioni, le accuse. Giostrarsi tra pericoli, rischi e cadute. Affrontare l’ignoto e mettersi in gioco per crescere.
Perché il tempo che passa e fugge via, Soprasotto – come nel mondo reale –, è la chiave di tutto. Dobbiamo perderlo, per ritrovarlo. E accettare che scorra.




Il tempo perduto - Paola Tornambè


La caduta - Paola Tornambè


La crescita - Paola Tornambè


Il potere del vizio - Paola Tornambè






lunedì 18 marzo 2019

Confine

La serie fotografica “Confine”, certamente di forte impatto emotivo, ruota intorno la demarcazione tra due realtà, il cui passaggio è evidentemente rappresentato dalla porta. Porta come accesso, ma anche come separazione – confine, appunto – tra il dentro e il fuori, tra un ambiente e un altro, metaforicamente tra l’interiorità e l’esteriorità, tra il benessere e la follia. Estremizzando: tra la vita e la morte. Sono veramente dei morti, le anime affastellate rappresentate nelle fotografie? O è tutto un gioco della nostra mente? C’è chi si abbandona, chi meno. Chi guarda il fuori con sdegno o indifferenza, chi con desolazione. Ma la separazione tra il dentro e il fuori è così netta? Si entra varcando quella soglia, ma ci si può affacciare, probabilmente anche uscire, seguendo la luce che esula da quella condizione. La porta si apre e si chiude. Forse i due mondi non sono poi così separati. Un con - fine labilissimo, evanescente come le anime, trasparente come il vetro di cui questa porta è fatta. 




Dietro la porta - Paola Tornambè


Anime - Paola Tornambè


Devo lasciarti - Paola Tornambè


Aperture - Paola Tornambè




 La fotografia "Dietro la porta" è stata selezionata da F-stop Magazine.







giovedì 7 marzo 2019

Illusione


Non c’è dubbio che la maschera è uno degli elementi simbolici su cui si è più discusso nei secoli. Per questo non è semplicissimo lavorarci, in ambito artistico, senza correre il rischio di cadere nel banale. Eppure la sua forza evocativa è talmente dirompente ed immediata che difficilmente un altro oggetto avrebbe avuto lo stesso impatto emotivo. E’ per questo che mi sono avvalsa del suo uso in questa serie fotografica: “Illusione”.
Si tratta per la precisione di metà maschera dalle sembianze umane e che non viene mai indossata. Quindi in realtà il concetto si discosta leggermente da quello del travestimento: essa non maschera niente, non cela nessun volto “altro”, ma ha valenza come maschera in sé per sé. Non nasconde, non modifica un’identità: è già fasulla nel suo essere in quanto tale.
La maschera rappresenta la nostra illusione, dietro cui, in realtà, non c’è nulla. Ciò che immaginiamo nella nostra mente, ma che non corrisponde a verità. Un amore inventato, un desiderio che mai potrà essere appagato, un’esistenza idealizzata, un sogno mai realizzabile. Il distacco tra quanto prodotto dalla nostra fantasia, tra quanto auspicato e l’amara realtà. Questa è la maschera – illusione. E noi ci troviamo trasfigurati dal dolore della disillusione. Dal constatare con desolazione la sua natura di vuoto contenitore. Prendiamo da essa le distanze, le poniamo domande che mai avranno risposta, imprigionati tra una coltre di fumo creata da noi stessi perché la realtà di quella maschera vuota è troppo difficile da sopportare nitidamente. Ci imprigiona in un non – mondo da cui non riusciamo (o non vogliamo) fuggire. Una condizione di dolore, in cui cerchiamo quello che non c’è dentro al suo vuoto e di ritrovare noi stessi e la realtà oltre la gabbia dalle pareti invisibili, tirata su dalla nostra stessa assurda illusione che amiamo e odiamo in egual modo.



Fumo negli occhi - Paola Tornambè


E tu chi sei - Paola Tornambè


Domande senza risposta - Paola Tornambè