"Una fotografia introspettiva e surreale, ossessionata dal tempo. Legata al mondo sospeso tra il visibile e l'invisibile".
Per visionare le serie complete e/o per info su stampe, contattare: lamarea82@gmail.com.

mercoledì 25 settembre 2019

Mostra fotografica doppia personale: "Parti di Invisibile"



Due donne; due fotografe; due personalità artistiche differenti, eppure accomunate da uno stesso filo invisibile che lega la loro fotografia surreale e introspettiva, indovinando similitudini in percorsi diversi di vita e delineando una continuità e una condivisione di percezione dell’essere e dell’esistenza. Rita Santanatoglia e Paola Tornambè danno così vita ad un comune progetto: Parti di Invisibile, dove ognuna resta distinta dall’altra, giocando – piuttosto che su una fusione – su un passaggio di parola da una all’altra, per dar voce ad un grande racconto interiore.
Parti: pezzi, partenze, nascite, morti e rinascite… tutto questo è la loro fotografia, dove i soggetti sono principalmente parti del loro stesso corpo (si tratta di autoscatti) scomposte, sparse e indagate dall’interno. Partenze di vita ogni volta differenti. Veri e propri parti per dare alla luce – grazie alla luce – quello che in realtà non si vede: la loro inquieta e complessa interiorità, che sentono il bisogno di indagare attraverso una fotografia quasi psicologica, curatrice del loro essere. Una fotografia che è come una vera e propria nascita, o forse una rinascita, possibile solo dopo essersi guardate dentro, dopo aver portato alla luce la propria anima; dopo averla messa al mondo, nuda sotto gli occhi di tutti, esattamente come una creatura generata, cresciuta dentro e poi tirata fuori attraverso il processo doloroso e necessario delle doglie. Solo così nasce la vita. Solo così matura la consapevolezza. Parti di corpo che raccontano parti di anima. Che raccontano l’invisibile rendendocelo visibile attraverso la fotografia. Una fotografia viva, cosciente, necessaria e rivelatrice: a volte dolorosa, ma soprattutto coraggiosa.



mercoledì 17 aprile 2019

An ancient marriage

Il tempo, soprattutto. Quello che - vissuto - rimane in qualche modo imprigionato negli oggetti che ne hanno fatto parte. Un lui e una lei. Un antico matrimonio di cui oggi rimangono oggetti come muti testimoni. L'abito della sposa, le scarpe dello sposo, i pettini di lei, l'orologio di lui, ecc. E i loro vizi, il loro lavoro, la vita in comune e quella quotidiana. Quanto raccontano, questi oggetti, della vita che deve essere stata! Ma siamo sicuri siano soltanto oggetti? In un tempo ipoteticamente circolare sono stati usati, "abitati" dai loro possessori e sempre lo rimarranno. Quel che è stato, anche se non è più, è esistito e pronto a tornare. Prodotto dall'immaginazione oppure risvegliato da un pensiero che è soltanto la scintilla che permette ai fantasmi di un tempo di animare nuovamente i propri oggetti. Vivi di vita.



Dentro l'abito - Paola Tornambè



Lo porta al polso - Paola Tornambè



La sua bellezza - Paola Tornambè



Lavoro di stiro - Paola Tornambè





martedì 26 marzo 2019

Soprasotto

Un omaggio al più visionario dei libri classici, che nel tempo ha ispirato artisti di ogni genere, attratti dal mondo surreale e contraddittorio di Lewis Carroll, in cui ogni regola è fatta appositamente per essere sovvertita.
Racconto onirico per eccellenza, giocato su sfumature in divenire, su confini non demarcati, su astrazioni leggere come un fumo, su elementi che compaiono e scompaiono perché qui nulla è certo e tutto è mutabile.
“Soprasotto” è un luogo. Un rovesciamento. Ma anche un tempo e un modo di essere.
E’ un mondo tratteggiato da ossessioni che assomigliano a quelle del mondo contemporaneo, dove il sogno spesso si fonde con la realtà o forse è reale quanto essa. Dove le apparenze ingannano, crescere è difficile e la curiosità della scoperta necessariamente deve misurarsi con i vizi di una società malata. Qui occorre trovare un impossibile equilibrio tra identità e diversità, tra ragione e follia. Fare i conti con la brama di potere, le illusioni, le accuse. Giostrarsi tra pericoli, rischi e cadute. Affrontare l’ignoto e mettersi in gioco per crescere.
Perché il tempo che passa e fugge via, Soprasotto – come nel mondo reale –, è la chiave di tutto. Dobbiamo perderlo, per ritrovarlo. E accettare che scorra.




Il tempo perduto - Paola Tornambè


La caduta - Paola Tornambè


La crescita - Paola Tornambè


Il potere del vizio - Paola Tornambè






lunedì 18 marzo 2019

Confine

La serie fotografica “Confine”, certamente di forte impatto emotivo, ruota intorno la demarcazione tra due realtà, il cui passaggio è evidentemente rappresentato dalla porta. Porta come accesso, ma anche come separazione – confine, appunto – tra il dentro e il fuori, tra un ambiente e un altro, metaforicamente tra l’interiorità e l’esteriorità, tra il benessere e la follia. Estremizzando: tra la vita e la morte. Sono veramente dei morti, le anime affastellate rappresentate nelle fotografie? O è tutto un gioco della nostra mente? C’è chi si abbandona, chi meno. Chi guarda il fuori con sdegno o indifferenza, chi con desolazione. Ma la separazione tra il dentro e il fuori è così netta? Si entra varcando quella soglia, ma ci si può affacciare, probabilmente anche uscire, seguendo la luce che esula da quella condizione. La porta si apre e si chiude. Forse i due mondi non sono poi così separati. Un con - fine labilissimo, evanescente come le anime, trasparente come il vetro di cui questa porta è fatta. 




Dietro la porta - Paola Tornambè


Anime - Paola Tornambè


Devo lasciarti - Paola Tornambè


Aperture - Paola Tornambè




 La fotografia "Dietro la porta" è stata selezionata da F-stop Magazine.